La verità sulle Mamme Blogger


Ero in ascensore, stavo salendo al terzo piano dell'hotel Baltic di Giulianova, ospite per una notte di questo splendido family hotel affacciato sul Mare Adriatico, quando la ragazza che mi accompagna al piano mi chiede: “ma tu sei un papà blogger?”, sorrido, “si, strano vero?” rispondo conscio dell'anomalia, “E' bella questa cosa” mi dice stupendomi invece con un sorriso, poi continua ”siamo abituati alle mamme blogger, è la prima volta che incontro un daddy blogger!”. Ok, vediamo di capire il perché!


travelbloggers

Spesso mi sono chiesto quale sia il motivo di questo pullulare di mamme che nei primi anni dopo la gravidanza si mettono a scrivere, e lo fanno pubblicamente su di un blog. Sarà il periodo di maternità che le/vi (anche le lettrici donne sono in numero maggiore) ispira, magari hanno lasciato il loro lavoro per fare la mamma a tempo pieno e vogliono comunque impegnarsi in qualcosa che le realizzi. Le donne in genere amano raccontare, quando andavo a scuola i diari delle ragazze erano sempre colmi di storie, di segreti, di emozioni annotate tra cuoricini, per le più romantiche, tra simboli oscuri per quelle più alternative. Mi divertivo a sbirciarli durante il riposo, prima che il preside di turno decidesse che questa manciata di minuti andasse trascorsa in corridoio e non più in aula, dando così un definitivo stop alla mia curiosità adolescenziale ed al rischio di qualche ceffone ben piazzato (e meritato).


Ok, le donne scrivono. Ma gli uomini dove sono? Perché solo un blog su dieci è scritto da un uomo? E ciò specialmente quando si parla di viaggi, o di viaggi in famiglia in primis (sono l'unico in Italia?). La prima impressione è che solitamente, su questi temi l'uomo se ne sta in disparte, lui è quello con il lavoro vero, quello che all'arrivo di un neonato modifica solo leggermente le abitudini, mentre per la donna è una rivoluzione su tutti i campi. E' questa la causa principale?

travel bloggers II copy

Forse c'è anche un altro motivo. Il trionfo dei social networks negli ultimi anni ha evidenziato particolarmente il piacere che traggono le persone dal raccontarsi. Nei “mi piace” degli amici, o dei semplici lettori, si cercano le conferme che ne non si sono raggiunte nella vita o nel lavoro? Le donne hanno necessità di più conferme degli uomini? E' per questo che loro sono più portate al blogging? O semplicemente sono più social degli uomini?

Nei gruppi di conversazione in chat mi inserisco spesso con commenti ed altro, ma se mi guardo in giro sono quasi tutte femmine, talvolta mi sento di troppo, succede che dico pure a Giulia di commentare lei al posto mio, sono imbarazzato.


C'entra forse in tutto questo il lato femminile versus quello maschile che è presente in tutti noi? Preciso subito che sebbene sia in possesso di un monopod rosa Manfrotto (ereditato da mia moglie in quanto lo considera scomodo) non mi sento molto gay, con tutto il rispetto per chi ha questa propensione. Ok non sono appassionato di calcio ma guardo il gran premio, bevo birra ed esco di casa senza pettinarmi, può bastare a dimostrare che non è il momento di fare outing?

Non sono qui per sfatare un mito, ci sono ruoli che non sono sostituibili, la mia è solo l'altra parte della storia. Faccio il daddy blogger perché mi piace raccontare le nostre esperienze di viaggio con i bimbi, così come le vivo da padre, perché viaggiando con i piccoli magari vedo le cose diversamente dalla mamma, un esempio? Legoland. Nel visitare questo parco mi sono emozionato come se fossi un coetaneo dei miei figli, l'espressione sul viso era incredibile, qualcuno la potrebbe chiamare immaturità, ok, mi può star bene in questo caso, però mi sono divertito un sacco, e probabilmente le emozioni che ho percepito erano molto vicine a quelle dei miei bambini, giusto allora che le trasponga io, il daddy blogger, lasciando il dovuto ruolo anche alla mamma, magari in un post a 4 mani dove papà blogger racconterà le attrazioni dove ci si diverte da pazzi e se gli piace di più Miniland o La scuola di guida in miniatura, mamma blogger potrà scrivere dove si mangia più sano o ci si bagna di meno. Capito?


baci e abbracci di famiglia

Altro esempio. Chiacchierando con degli amici che viaggiano in famiglia il papà Mauro mi racconta entusiasta che nel suo recente viaggio in California è andato a Cupertino visitando tutte le sedi delle aziende High Tech come Google, Facebook, Apple etc. Un minuto dopo, ignara di cosa parlassimo nel frattempo, Silvana la moglie, se ne esce con un “quando siamo stati in California pensa che ci ha portato ben due giorni a vedere delle noiosissime fabbriche...”, punti di vista che mi hanno fatto sorridere ma anche ragionare sul confronto, sono due storie totalmente diverse.


E' solo un esempio ma rende l'idea, i soggetti delle foto ne sono un altro, le donne riprendono delle cose, gli uomini altre, vedendo gli stessi luoghi, io e Giulia mai una foto uguale. Datemi pure addosso mamme blogger (amichevolmente si intende) ma non penso che ci siano ruoli assoluti, che sia un uomo o una donna a raccontare le proprie esperienze, di vita o di viaggio, è fondamentale che ne escano delle emozioni, che siano più femminili o maschili non importa, il fine è la storia e ciò che arriva a chi la legge, questa è magia pura, al di là del sesso di chi la racconta. Chiaramente da rappresentante del sesso maschile non posso che sostenere tutti i papà bloggers del mondo, sono convinto che in ogni narrazione ci sono due versioni, è un piacere scoprirle entrambe, la differenza è crescita, l'omologazione noia.

Fabio @travelbydad per bambiniconlavaligia.it


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